lunedì 8 marzo 2010

Voglio una donna, mi basta che non legga Freud


Il lunedì è il giorno più difficile dopo la domenica e dopo quello in cui muori.
A Pessione Beach passa un treno alle 8.09, diretto per Porta Nuova: lo prendo da una settimana, per uccidere la monotonia e dormire mezz'ora in più. Sfortunatamente c'è sempre troppa gente che attende sul binario 2, e troppa gente sul treno.

La vita, per noi misantropi, non è affatto semplice. Ti alzi male perchè la sveglia è violenta, vai in cucina e il toast è freddo e duro come cartone (poi sembra davvero di mangiare cartone perchè mentre tu sei appena sveglia le tue papille gustative sono rimaste in fase r.e.m.), per contro il the è troppo caldo quindi lo berrai dopo (quando sarà ormai troppo freddo). L'acqua del bagno è troppo gelata, la pelle del viso è troppo secca, l'asciugamano è troppo umido, gli occhi sono troppo gonfi e il sapone è troppo profumato.
Per non parlare di quando ti spruzzi il deodorante e te ne finisce accidentalmente un po' in bocca.
Secondo me è lì che capisci che la tua giornata andrà male, quando ti mangi il deodorante.


Fuori fa un freddo cane. Hai i brividi ovunque e sudi dal lato destro, una delle sensazioni peggiori al mondo, di quelle che ti incutono proprio l'odio nell'animo.
E il treno è in ritardo, of course.
Un branco di donne sulla trentina, dai capelli unti e il fondotinta di due tonalità più scuro del dovuto, fa dei discorsi sul circo, tipo. Arriva un loro collega, l'unico uomo, e la più cessa di tutte ha il coraggio di fare una qualche battutaccia a sfondo sessuale per farsi fika. E le altre galline circensi hanno il coraggio di ridere. Brividi (e stavolta non per il freddo).

Chebbello quando il treno arriva e tu puoi correre nel vagone più distante da quello in cui si fermano Moira Orfei e le sue scimmie urlatrici. Ma esiste un criterio per quanto riguarda l'apertura delle porte dei vagoni? No perchè se sì, contattatemi.
Comunque trovi anche un posto, dopo svariati km.

"E' libero?". Ne segue il "sssì" più sofferente e trascinato che tu abbia mai ricevuto in risposta. Ti siedi, e la poltrona blu ti assidera il corpo. Il contatto con l'azoto liquido dei sedili Trenitalia ti riporta alla realtà, ed a quel punto rifletti su ciò che è appena successo.
Ma allora non sei l'unica che odia il mondo, stamattina!

Il tuo nuovo compagno di viaggio ha testè spostato la sua valigetta da sfigato per farti accomodare, ma è stato un po' come se l'avesse tolta per farti sedere sul suo piccolo amico invisibile seduto accanto a lui. E i piccoli amici invisibili sono quelli che soccombono se ti ci siedi sopra.
Va bene, caro pendolare, ti turba per caso la mia presenza? Vuoi che mi alzi perchè ti rubo l'aria? Che ne dici se prendo il treno delle 7.00 domani, così non ti irrito il colon?
Soffri e ti guardi attorno, un po' ti senti pure in colpa. Sai bene cosa si prova quando ti chiedono se il posto accanto al tuo è occupato, e tu sei lì che pensi "ma cazzo, tra tutti i posti liberi proprio QUESTO".
Ma l'empatia dura solo un istante, perchè oggi la situazione è differente e i ruoli sono invertiti: l'unica cosa che conta quando sali sul treno è trovare un posto libero e andare ad occuparlo quanto prima. E tu sei appena salita sul treno.
Ma l'eroe delle F.S. non si dà pace, e per un attimo ti sembra di vederlo con la coda dell'occhio mentre scuote la testa schifato. E' decisamente troppo.
Forse sei paranoica, ma nel dubbio ti viene da riflettere sul fatto che stamani non hai messo il naso fuori di casa con poco più di 2°C con il fine ultimo di farti disprezzare da un omosessuale represso incontrato sul treno. Con la pashmina a strisce arcobaleno, poi.
Dunque contraccambi il disagio sbuffando platealmente e facendo la faccia più supponente che la natura ha riservato per te. La ragazza di fronte a te sorride sotto i baffi guardando fuori dal finestrino, poi torna a scrivere sulla sua agenda piccola. Nel tuo immaginario lei ha un blog su Blogger e sta scrivendo la tua stessa storia. O forse è la lista della spesa.
Let love come running in, darlin'.
Alzi il volume dell'mp3, e speri di avere un respiro sufficientemente fastidioso da irritare il passeggero qui di fianco. Speri che il tuo profumo gli stia provocando la nausea.
Poi quel cretino scende dal treno. Arriva un'altra ondata di gentaglia per compensare, e sono donne. La più astuta si siede vicino a te perchè "deve leggere", e con quella faccia da demente che si ritrova può leggersi solo Dan Brown.



Io sono intollerante nei confronti dell'umanità tutta, e lo ammetto molto tranquillamente. Ma una possibilità la dò a tutti, sempre.
Se sei cortese, se non ti schiarisci la voce in modo ossessivo e non respiri in modo fastidioso, io ti rispetto. E siccome mi è stata impartita anche un'educazione, ti faccio pure un sorriso prima di liberare il sedile per farti sedere accanto a me.
Mentre tu, subdolo coglione, non sei riuscito a mostrarti vagamente garbato nemmeno oggi che è la festa della donna. E uno sforzo potevi farlo, non tanto per la festa in sè, ma perchè comunque fare lo stronzo acido con me non ti serve a niente: tanto le mimose non te le regalo.

4 commenti:

  1. Ti darei l'oscar per questo post.

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  2. Pensare che un tempo i treni erano romantici.

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  3. Ho editato, non ce la facevo più a leggere la parola "tanto" =|

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